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martedì 24 settembre 2013

Il crinale Aprutino- Piceno: la via del vino su due ruote!

Tempo di vendemmia.
E allora, passeggiata in bici del professor Lucio De Marcellis con la signora Angela, sua moglie, del Coordinamento Ciclabili teramane, alla scoperta di un bel crinale al confine tra Abruzzo e Marche, una zona di vitigni e di ottimo vino.

Il percorso collinare su cui viaggiamo, in sella alla fidata bici, è stato battezzato “il Crinale Aprutino-Piceno”, in assonanza all’itinerario marchigiano chiamato “Il Crinale dei Piceni”.

Questa gita che andiamo a proporre, in collaborazione con gli amici delle associazioni ambientaliste, è una fantastica cavalcata che porta nel cuore di una delle “vie del vino” più importanti dell’intero Abruzzo.

Ci s’immerge nella vita di campagna, si scoprono facilmente antiche tecniche di lavorazione, visitando aziende centenarie, si raggiungono borghi incantati dai panorami fantastici e storici.
Di qui sono passate le orde dei barbari per recarsi a combattere contro Roma, qui Annibale ha ritemprato le sue truppe prima di giungere a Canne di Puglia per vincere la famosa battaglia, oggi rievocata in tutti i libri di storia.

Sono questi dei luoghi legati insieme dal “filo rosso” del Montepulciano e dal “gomitolo bianco” del Trebbiano, colossi della nostra produzione vinicola.
I ciclisti più allenati possono partire dalla costa adriatica: Villa Rosa o Alba Adriatica.

Il primo obiettivo sarà raggiungere Colonnella.

Tra i diversi itinerari più o meno duri, è stato scelto quello che parte a poche centinaia di metri a nord della rotonda sulla statale sedici di Alba Adriatica e che passa in località Rosati.

Al bivio di partenza la segnaletica indica la località Civita.
Man mano che ci si alza il panorama diventa meraviglioso, tra campagne, casali, viste sul mare e sulle colline circostanti.
Dopo sei chilometri dalla diramazione sulla statale 16, si giunge al primo centro importante della “via del vino”: Colonnella.

È un luogo bellissimo, tutto da vivere, con un panorama incantevole e aria salubre.
Il borgo è fatto di antichi palazzi, intrecci di viuzze, scalinate e piazzette caratteristiche.
Da qui in avanti il percorso è tutto da godere: inizia il crinale, sul quale la strada presenta un lieve saliscendi, alla portata di tutti.

Dall’alto si domina tutta la vallata del Tronto.
La successiva tappa è a Controguerra, che dista a 7 km.

Terra di grandi cantine come le aziende Monti e Illuminati, il bel paese dell’estremità settentrionale d’Abruzzo, offre la visita al Palazzo Ducale degli Acquaviva e al torrione medievale che domina la valle.
Sarebbe vivamente consigliata una deviazione per visitare Corropoli, celebre per la sua badia e per il palio delle botti, rievocazione medievale della disfida tra contrade, in onore della regina Isabella d’Aragona.
Si potrebbe deviare anche per Nereto o Torano Nuovo, riguadagnando in breve la costa.

Il percorso del crinale invece prosegue verso Ancarano, dal caratteristico centro storico, costruito su di un grande tempio dedicato alla Dea Ancaria.
Oggi vi spicca la parrocchiale della Madonna della Pace, al cui interno si conserva una bella effige della Vergine e le reliquie di San Simplicio patrono.

Interessante vedere la casa natale di Giuseppe Flaiani, medico famoso per i suoi studi sulla tiroide che rappresentano certezze scientifiche ancora oggi.

Il crinale ora si abbassa verso il fondovalle e ci porta a Sant’Egidio alla Vibrata.
Borgo antichissimo, la storia racconta di dure dominazioni longobarde del territorio conteso tra i ducati di Spoleto e di Benevento.
Gli insediamenti barbari si notano grandemente nel minuscolo paese abbandonato di Faraone, antico feudo di Berardo di Castiglione in posizione strategica sul fiume.
Sant’Egidio, insieme alla vicina Civitella del Tronto fu insignita dell’onorificenza di “città reale”.

Da questo luogo pregno di storia, si può tornare sulla costa adriatica pedalando sulla pianeggiante Val Vibrata in direzione di Garrufo (l’antica Castrum Rufi), Nereto e quindi Alba Adriatica.

Un’alternativa interessante è scendere nella vallata del Tronto e far ritorno al mare percorrendo la strada provinciale n. 1 nota come la Bonifica del Tronto.

Chi ha gambe allenate e vuole proseguire, può sconfinare nelle Marche ascolane risalendo leggermente a Maltignano e poi planare sulla valle a Marino del Tronto o addirittura raggiungere Ascoli Piceno, tra colori meravigliosi di colline incantate.

sabato 6 luglio 2013

L’antica Colonna d’Ercole del Regno di Napoli.


All’alba di un mattino d’estate l’uomo cammina sul sagrato della chiesa.
Ha un cappellaccio bisunto, ingentilito da un nastro colorato, folta barba bianca e abbigliamento trascurato che gli danno aria da eremita.

Mi guarda mentre dal piccolo balcone della piazza scatto foto al sole nascente sul mare di Alba Adriatica.

Poi preso dalla curiosità, mi chiede se di professione sono un fotografo.
Reporter, gli rispondo, per hobby, aggiungo.
Se ne va tirando boccate da una pipa dopo aver sbarrato gli occhi all’ombra di cespugliose sopracciglia e a me, pare deluso. Si aspettava forse qualche grosso personaggio cui regalare storie del paese. Evidentemente uno scribacchino locale non gli dà affidamento.
Torno a scattare immagini.

Colonnella è un paese dove potresti trovare a ogni angolo spunti per un servizio fotografico.
Dall’alto del minuscolo belvedere al centro del paese la spiaggia sembra una creazione della fantasia.

Prima della distesa d’acqua la vista s’imbatte nei puntini multicolori delle migliaia di ombrelloni variopinti che fanno da sfondo a un immaginario fatto di scenografie per una varia umanità in costume da bagno.

Volgendo lo sguardo all’altra parte, gli occhi si riempiono della maestosità di cime tanto amate nel Gran Sasso e nei monti della Laga che promettono frescura e passeggiate corroboranti.

Sotto la collina, nella valle del fiume Vibrata, ferve la vita lavorativa dei campi con vigne e ulivi e delle mille piccole fabbriche che fanno di questa zona, al confine delle Marche, la parte più produttiva del teramano.

Colonnella, uno dei paesi più belli della provincia, è davvero come evoca il nome, un militare con stelline a guardia di un territorio che regala un caleidoscopio d’immagini di rara intensità.

L’etimologia viene forse per la sua antica posizione di “colonna d’Ercole” al confine dell’antico Regno di Napoli o forse dal nome del suo feudatario principale che ne volle l’incastellamento.

La visita a questo paese confinante con l’ascolano marchigiano è un nuovo, inedito percorso d’arte, di sapori e tradizioni che trasportano idealmente il visitatore, coinvolgendolo e affascinandolo in tutti i sensi.

È bella non poco la piazza del Popolo su cui prospetta la parrocchiale dei S.S. Cipriano e Giustino.
Ancor più bella la ripida salita di via dello Statuto che porta a Piazza Mazzini con il Torrione del secolo XVI costruito su basamento medievale. Colonnella da questa torre svettante con l’orologio che riesci a vedere da ogni parte, non si sottrae agli sguardi.

Si lascia, anzi, coccolare con i tetti, le grondaie ramate, le vie strette, le sue improvvise vedute che lasciano immaginare una sottile linea attraversante paesaggi, monti, colline, pianure e coste.
È come essere appesi su di un filo argenteo che unisce e connette un abitato con la sua natura dolce e placida, ricca di contrasti e contraddizioni.

Un consiglio: addentratevi nelle vie di questo borgo incastellato regalando tempo e tranquillità alla vostra visita.
Ne rimarrete entusiasti!

"Antichi palazzi costruiti su un'alta collina,
un intreccio di viuzze e scalinate,
diverse piazzette caratteristiche,
un panorama incantevole, unico,
l'aria salubre, fresca,
questa e' Colonnella."

Ennio Flaiano